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mercoledì, 17 giugno 2009
in vita, internet
La Marta goes international! Guess you didn’t expect that. Oh yeah. Resami decisamente conto che, soprattutto nel web, sei in inglese o non sei nessuno, mi lancio a spanciata nel mondo anglofono e nel mondo pseudo-pro di WordPress.
So per certo che ad alcuni la cosa non piacerà (Cice e Zia, sì, sto parlando di voi), ma invece a me sì, perché perbacco, è ora di posizionarsi nell’arena competitiva internazionale. E poi il nuovo blog è aperto al pubblico! Non dovrete più far la fatica di loggarvi—e per questo peraltro mi scuso con coloro che ho costretto a creare un account Splinder appositamente per leggermi. No more password needed! <3 Seguitemi!—E non soffrirete più la faaameee… (cit.)
venerdì, 01 maggio 2009
in vita, bruce
Quale altro rocker si porterebbe la mamma (ultra)ottantenne dietro ad un concerto facendola cantare assieme a migliaia di persone?
(Sì, so di essere monotona e monotematica, e conseguentemente noiosa. Me ne rendo conto. È anche vero che frequentare un forum sul soggetto inevitabilmente causa una concentrazione delle energie in quella direzione, sia essa voluta o meno. Mi rendo conto anche di trascurare questo posto—che necessiterebbe di un nuovo layout, almeno. Ho una giustificazione nell’essere impegnata e, quando libera, stanca; ma regge solo parzialmente poiché, nondimeno, accado perdere considerevole tempo su internet, senza produrne nulla.
E non è che non abbia idee, tutt’altro. Sono quotidianamente circondata da stimoli che ho l’impressione aumentino in modo progressivo ogni giorno, e fremo dalla voglia di fare, creare, apportare un contributo. Ma non so bene come gestire questa energia.
Oltretutto sono anche molto confusa. Non mi è esattamente chiaro cosa sarà della mia vita tra diciotto mesi, eppure tra una storia e l’altra sarebbe utile lo sapessi più o meno intorno ad adesso. Il che, come dire… mi piazza vagamente sotto pressione.
Ma voi non preoccupatevi, è tutto sotto controllo (cit.). Me la caverò anche in questo.)
Isil-sama
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domenica, 26 aprile 2009
in vita
Mamma: È Brusprinsting quello che hai sulla maglietta?
Marta: Eh… No, è Buddha.
Papà : Sembra un vecchio ubriacone.
Isil-sama
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venerdì, 24 aprile 2009
in vita, tv
Domenica 26 aprile, ore 23.35 su RaiTre (dopo Report), guardate Glob – L’osceno del villaggio. C’è la Marta in tiii-vvììì.
Isil-sama
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venerdì, 17 aprile 2009
in societÃ
Mentre io facevo la godereccia in Brasile (e ne tornavo stravolta al punto da passare ben cinque giorni a dormire), dimentica del mondo al di fuori di un immaginario ricercato e sognando connessioni telepatiche con il Capo in Tour, Keira girava uno spot progresso contro la violenza domestica.
Sono sempre più fiera di lei.
Isil-sama
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sabato, 28 marzo 2009
in vita
Ridendo e scherzando, tra quattro giorni inizia il Tour.
Cosa della quale mi sono completamente disinteressata essendo, negli ultimi tempi, assai più direttamente coinvolta dal fatto che, sclerando e facendo molto sul serio, tra tipo sei ore sono imbarcata per il Brasile.
Rincresce non aver detto di più, ne aver salutato meglio… ma il destino ha voluto diversamente.
Ci ribecchiamo tra due settimane.
(Di certo non prima).
Isil-sama
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domenica, 22 marzo 2009
in vita, internet
Sarà che, adesso, per dirla con buona educazione, ho la luna storta: e il mio bioritmo rincara la dose, evidenziandomi una giornata emotivamente affondata. Sarà che, dietro un numero di influenze che non sto a specificare, da un buon due mesi a questa parte ragiono in termini zodiacali – e il riferimento al bioritmo lo conferma – e pertanto ho preso a rispecchiarmi nuovamente nel mio tagliente, razionale, insensibile profilo scorpionico.
Fatto sta che, per tutta una serie di ragioni (di cui presumo queste non siano le sole), credo di aver avuto oggi una illuminazione su me stessa medesima, e sulla mia attività nel web.
Ho sempre giocato la parte dell’analista razionale, fredda, intellettualoide, e credo per quattro e rotti anni i miei post abbiano rispecchiato questa impostazione: poiché malgrado l’allucinazione di certi deliranti viaggioni fangirleschi, programmaticamente non ho mai dato corda all’esplicitazione di emozioni che oltrepassassero affermazioni del tipo amo-adoro-venero tal de’ tali. Ditemi voi, lettori, se avete trovato la mia prosa sentimentale.
Poi – e qui il discorso rischia di scivolare, di nuovo, nell’ossessivo che mi caratterizza. Ma non posso negare i fatti così come si sono svolti – è arrivato (tecnicamente, tornato. Nel modo più travolgente) Brus. Assieme a lui, l’aver trovato sul finire del 2007 e in tutto il 2008 quel gruppo di persone in università grazie alle quali lo scorso anno e questo si stanno rivelando senza dubbio i migliori della mia carriera accademica, e direi pure scolastica in generale. Nell’ultimo anno e mezzo sono entrata in un vortice di impegni e attività , ho imparato a conoscere persone ad ogni momento e ad interagire con loro con qualche parvenza di naturalezza, ho trovato delle persone grazie alle quali ho riscoperto la bellezza e l’appagamento del donare e alle quali non ho timidezza nel raccontarmi.
E, di conseguenza, negli ultimi mesi mi sono fatta emotiva.
La privatizzazione del blog non poteva capitare più a fagiolo: l’intento dichiarato di scrivere a cuore aperto per i pochi lo meritassero ha trovato piena realizzazione in quei due post intitolati He’s the one (cui, non ho dimenticato, avrebbero dovuto far seguito almeno altri due), in cui per la prima volta ho provato a verbalizzare, a beneficio di un pubblico – per quanto ristretto – una minima parte della mia relazione con la musica. E nell’euforia di questo, appena incontrato il popolo di Lohad, sono arrivata quasi ad aprirmi a pochi giorni dal mio primo saluto.
Cose fuori dall’altro mondo, per i miei standard.
Ma negli ultimi giorni, complice il Pesatori e plurime riletture del profilo dello Scorpione, ho preso a riconsiderarmi.
E oggi, come anticipato in cima al post, ho avuto una visione.
Mi domando se questa emotività mi appartenga.
E mi rispondo: non credo.
Non vedo perché tutto ciò che ho per venti e rotti anni elaborato in compagnia di me stessa, non vedo perché ora lo debba dare in pasto ai pesci come fosse uno scontrino del supermercato. Aprirsi è appagante: ma con le persone giuste. E la rete probabilmente non è il mezzo più indicato.
Perciò, così su due piedi, mi sento di affermare che i prossimi scritti saranno decisamente meno attinenti agli affari miei: in una parola, spero di tornare nella modalità recensora dei bei tempi andati. Il blog resta privato, almeno per ora… ma magari riesco a dargli una forma plausibile che si coniughi con i miei recenti slanci divulgativi (che non conoscete – ma poco importa – e concernono il futuro dei miei spazi web).
(E comunque questo è materia per altra riflessione).
Isil-sama
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sabato, 14 marzo 2009
in cinema
È verità universalmente riconosciuta che l’attributo più eccitante di livejournal sia il cut.
Ecco perché il post di oggi sta su livejournal anziché su splinder.
Isil-sama
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venerdì, 06 marzo 2009
in vita
Mentre tornavo a casa in metro e treno mi scrivevo mentalmente questo post… e adesso che sono a casa invece non aspetto altro che di poter andare a dormire: mentre sono in attesa spasmodica di ricevere un sms che mi permetta di porre rimedio a una stupidissima dimenticanza, un minuscolo impegno assunto stamattina che il bailamme e gli smaronamenti della giornata di oggi hanno travolto e gettato nello scarico finché non me ne sono riaccorta venti minuti fa.
Non chiedetemi altro.
Credevo di essere stanca e nervosa un mese fa, quando ero al culmine degli sforzi esameschi… ma mi rendo adesso conto che preparare esami in tre giorni è una passeggiata, al confronto dello sforzo mentale e nervoso che mi causano le relazioni interpersonali con persone con le quali non vado d’accordo perché hanno un modo di organizzare il lavoro che non mi si addice.
Fare lavori di gruppo con le mie Guatti e Ali è il paradiso, obiettivamente. E io non vi sarò mai troppo riconoscente. <3
Ma non sono capace di gestire lo stress causato da dieci secchione tutte in una volta.
L’ironia vuole fossi stata così anch’io, un tempo. Di fatto, tutte le persone che mi hanno conosciuta prima dell’università (e, in fede mia, anche alcune con cui ho passato il primo anno) non negherebbero neanche sotto tortura che io sia una secchiona. Ma, se sono la prima ad ammetter (e, pur con difficoltà, accettare) che lo è stato, adesso ho anche il più grande interesse a dichiarare che non è (più) così.
(E che, comunque sia, passa una differenza abissale tra chi è secchione e chi ama imparare. E personalmente mi pregio di appartenere alla seconda categoria).
(Così, giusto per tirarmela).
Però, insomma, no, quello che mi mette in crisi sono le relazioni interpersonali. Come sempre.
Potrò sempre vincere qualunque abissale mole di lavoro mi si presenti, qualunque sforzo inumano richieda una attività in solitaria come lo studio o la ricerca scientifica o bibliografica… sarei persino in grado di sopravvivere alla monotonia della gestione di un archivio di scartoffie in un ufficio contabile. E non nutro alcun dubbio riguardo a tutto ciò.
Ma dopo un’ora di negoziazione con un qualunque essere umano non sia sintonizzato sulle mie onde… se fumassi avrei bisogno di una sigaretta, e se fossi alcolizzata passerei direttamente a una bottiglia di rosso (Bree insegna).
Non è che detesti il confronto con chi la pensa in modo diverso da me.
Tutt’altro.
Ma c’è una differenza fondamentale.
Se con la persona che la pensa in modo diverso da te devi produrre un output, o la sai gestire, o è la fine.
E io, di questo, non so gestire proprio nulla.
(E mettete che le persone in questione eran dieci).
Voglio anch’io un certificato di inadeguatezza alla vita sociale.
(PS: E in tutto ciò, perdio, stamattina mi son svegliata con le intenzioni più romantiche di scrivere la parte III della storia mia e di Bruce… ma oramai dovrà aspettare finché non mi sarò rilassata—e so per certo ascoltare “Streets of Philadelphia” in loop continuo non aiuti affatto. Oh. E tra l’altro domani aprono le prevendite per il Pinkpop, e noi alla fine che si fa? Io non ho nemmeno introdotto l’argomento ponte-del-2-giugno-in-Olanda ai miei, non saprei nemmeno da che lato aprirlo… e ancora niente notizie riguardo ai mangiarane).
Isil-sama
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giovedì, 12 febbraio 2009
in vita, bruce
Oggi mi sono arrivati i miei nuovi bambini.
Commento di mia madre:
“Lascia che ti dica una cosa… abbiamo già comprato una porta alla Rowling*, adesso non vorrai pagare la chitarra a questo qui!”
Al di là di ciò, sono sopravvissuta al mese e mezzo più straordinariamente stressante della mia esperienza universitaria, ma d’altro canto anche uno dei più fruttuosi, se non altro perché sono riuscita a non lasciarmi indietro proprio nulla di nulla di nulla.
Nell’ultimo paio di settimane ho inoltre scoperto questo postaccio, dove ho trovato un cumulo di pazzi molto pazzi che fanno sentire me un po’ meno pazza—e un po’ meno sola. Inutile specificare ne sia già drogata. Peggio di fàcebocs e anobii messi insieme.
E in biblioteca ho preso una nuova bibbia (nuova perché la precedente era il Princeton): il manuale di armonia di Walter Piston. Ci sono persino gli esercizi! *_*
Ragion per cui ora passerò dal compu ad un’altra tastiera.
* Per chi lo ignorasse, possiedo l’intera serie dei libri di Harry Potter in tre lingue (… italiano inglese e francese, per chi se lo domandasse), nonché tutti e cinque i film finora usciti in edizione disco doppio. In virtù di ciò, mia madre usa dire che ho pagato alla Rowling come minimo un pomello tra i tanti delle innumerevoli porte nel suo castello scozzese, e che le dovrei scrivere rivendicandone la proprietà.
Isil-sama
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